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Virtualizzazione e Calcolo

Considerata l’estrema variabilità delle capacità di elaborazione richiesta alla piattaforma tecnologica in funzione dei contenuti associati alla singola unità didattica e delle interazioni docente‐discenti‐sistema che il singolo docente ritiene, per ogni fase del processo formativo, più idonee al conseguimento degli obiettivi formativi associati ad un corso, al fine del contenimento dei costi sia di investimento che di esercizio, si sì è adottata un’architettura in grado di fornire una capacità elastica attraverso la condivisione di un insieme di risorse di calcolo e di memorizzazione rapidamente riconfigurabili al posto di un’architettura che preveda la disponibilità in ogni aula di un’unità di elaborazione dedicata al singolo docente dimensionata rispetto alla richiesta più esigente.
Attraverso la virtualizzazione della strumentazione è possibile condividere ed ottimizzare sia le risorse di calcolo che quelle di memorizzazione fornite da un’unica piattaforma fisica che può ospitare una pluralità di sistemi operativi (Windows 7, Windows 8, Windows Server 2008, Linux, Mac OSx, etc.), stack software e applicazioni. Al fine di garantire tempi di risposta compatibili con le esigenze didattiche, per l’interconnessione delle singole aule con il cloud si utilizza la rete di Ateneo di elevata capacità e bassa latenza.

Questa piattaforma cloud di tipo privato può supportare inoltre laboratori virtualizzati accessibili dagli studenti durante lo svolgimento della didattica sia frontale che a distanza, con e senza supervisione da parte del docente e/o tutor d’aula (reale o virtuale). La piattaforma di virtualizzazione è costituita da singoli ambienti di macchine virtuali, ognuna delle quali emula un computer fisico, ospitate da un cluster di computer le cui risorse sono assegnate dinamicamente a ciascuna macchina virtuale. Dal punto di vista della sicurezza, ogni ambiente virtuale è isolato dagli altri. L’esperienza dell’utente, sia esso docente o discente coincide con quella ottenibile attraverso l’uso di un’unità di elaborazione fisica (e.g., PC) o una rete di unità di elaborazione, completamente dedicate. Le singole macchine virtuali sono accessibili tramite applicazioni di “desktop remoto” ospitate da “thin client”, quali tablet a bassa capacità computazionale e da PC ordinari. Per lo svolgimento della didattica, oltre alla tablet che fa parte della dotazione d’aula, il docente può impiegare, in alternativa, un proprio dispositivo portatile purché dotato di un’applicazione “desktop remoto”. I benefici dell’architettura selezionata includono:

Ambiente e applicazioni simili a quelli di PC o server convenzionali


• Possibilità di personalizzazione e ottimizzazione dell’ambiente di lavoro da parte dell’amministratore di sistema


• Semplificazione delle attività di manutenzione

 

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